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Il vero messaggio del Natale è che noi tutti non siamo mai soli

A tutti voi un Santo Natale in piena sobrietà e di rispetto per il prossimo

Carissimi,in questo tempo di prova e di rigide restrizioni per le norme anti-covid ,in cui trascorreremo le festività natalizie a casa ,

passano nella mia mente le seguenti parole “Il vero messaggio del Natale è che noi tutti non siamo mai soli”redatto dalla scrittrice britannica Taylor Caldwell .

Riflettendo su questa frase non è vero che tutti hanno la fortuna di trascorrere le festività in compagnia.(ndr anche per le norme anti-covid ,che partiranno dal 24 dicembre al 6 gennaio 2021).

Esistono molte, molte situazioni in cui le persone sentono la sofferenza e la solitudine proprio nei giorni precedenti e successivi il Natale.

Non tutti hanno la fortuna di essere circondati dai propri cari e nei giorni di festa, questa assenza la si avverte ancora di più oggi in tempo di pandemia.

Penso alle persone che purtroppo passeranno le festivita’ nelle terapie intensive e nei reparti degli ospedali,nelle RSA ,nelle case di riposo,nelle carceri.

Infatti in questi giornate di corse al regalo Madre Teresa di Calcutta ci offre una profonda riflessione che va oltre lo  scambi d’auguri e di doni, ma un momento privilegiato per valorizzare sentimenti di solidarietà e di spirito natalizio:

 “È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano;
ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare un altro;
ogni volta che volgi la schiena ai principi per dare spazio alle persone;
ogni volta che speri con quelli che soffrono;
ogni volta che conosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta che permetti al Signore di amare gli altri attraverso te”.

Anche Papa Francesco domenica 20 dicembre 2020 all’Angelus in piazza San Pietro sembra ricollegarsi proprio alle parole di  Madre Teresa di Calcutta:

 “Il Natale, ormai vicino, sia per ciascuno occasione di rinnovamento interiore, di preghiera, di conversione, di passi avanti nella fede e di fraternità tra noi.

Guardiamoci intorno, guardiamo soprattutto a quanti sono nell’indigenza: il fratello che soffre, dovunque si trovi, il fratello che soffre ci appartiene.

È Gesù nella mangiatoia: chi soffre è Gesù.

Pensiamo un po’ a questo.

E il Natale sia una vicinanza a Gesù in questo fratello e in questa sorella.

È lì, nel fratello bisognoso, il presepe al quale dobbiamo recarci con solidarietà.

Questo è il presepe vivente: il presepe nel quale incontreremo davvero il Redentore nelle persone che hanno bisogno.

Camminiamo pertanto verso la Notte Santa e attendiamo il compiersi del mistero della Salvezza”.

Restiamo uniti in questo tempo di prova.

Buon cammino con San Vincenzo Romano e Maria,l’Immacolata Concezione.

Foto di Torre del Greco di Camillo Di Donna.