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Discorso di Papa Giovanni Paolo II sul Beato Vincenzo Romano a Torre del Greco nel 1990

Nella storia di Torre del Greco,due soli Papi vi hanno fatto visita e hanno varcato la soglia della Basilica di Santa Croce ,e che poi saliti alla gloria degli altari come il nostro San Vincenzo Romano.
Nel 1849  Papa Pio IX e nel 1990 Giovanni Paolo II ,il primo fu Beatificato in Roma domenica 3 Settembre 2000 proprio da  Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro,che è stato Canonizzato a sua volta dal Santo Padre Francesco alla presenza del Papa emerito Benedetto XVI il 27 aprile 2014.
L’11 novembre 1990, in quella la storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Torre del Greco (Napoli), il Santo Padre ha sostato in preghiera davanti all’urna del nostro Beato Vincenzo Romano nella Basilica di Santa Croce,e con Lui,la Citta’ intera si è raccolta in preghiera.

La certezza è che questo avvenimento storico possa essere da stimolo a chi vuole adoperarsi con l’aiuto di Dio al rinnovamento religioso,civile,politico,culturale e sociale della citta’,per non sciupare la preziosa eredità spirituale e sociale di San Vincenzo Romano.

Ecco il discorso di Papa Giovanni Paolo II alla popolazione di Torre del Greco (Napoli ):

“Carissimi sacerdoti e fedeli di Torre del Greco!

Ringrazio voi e il vostro arcivescovo, il signor card. Michele Giordano, e ringrazio il signor sindaco per il saluto rivoltomi. Un pensiero riconoscente a voi tutti presenti, per la festosa e calorosa accoglienza, tipica delle popolazioni di questa terra felice, le cui straordinarie bellezze naturali sembrano sottolineare la comune gioia di questo incontro.

Il più illustre figlio di Torre del Greco è senza dubbio il beato Vincenzo Romano. Egli vi ha lasciato un’eredità spirituale preziosa con l’esempio di una santa vita, del fervore sacerdotale e della totale dedizione che caratterizzarono gli oltre trent’anni del suo ministero pastorale. Erano, quelli, tempi difficili e calamitosi per le vicende storiche e per la disastrosa attività del vicino Vesuvio, che nel 1794 devastò la vostra città, seminando terrori e lutti.

Con un ritmo di attività quasi incredibile, egli fu maestro di evangelica carità ai sacerdoti e provvido padre ai fedeli, dei quali condivise sofferenze e preoccupazioni. Fu anche un precursore della carità sociale, così importante per la Chiesa di oggi, con l’assistenza spirituale e la tutela dei diritti dei pescatori di corallo, per i quali era celebre Torre del Greco. Durante i lunghi periodi di assenza degli uomini su mari lontani, il beato riservava particolari cure alle loro famiglie.

Ma Vincenzo Romano lavorò intensamente e soprattutto per la formazione delle coscienze e per l’evangelizzazione. Alla radice dei problemi personali e sociali di solito si riscontrano cause legate all’infermità delle coscienze o all’aridità dei cuori. Vincenzo Romano lo sapeva, ed era perciò convinto che il primo impegno di ogni buon pastore dev’essere la formazione dottrinale e morale dei propri fedeli. Egli pertanto si dedicò con sollecitudine e costanza alla catechesi parrocchiale e al ministero delle confessioni, vedendo in ciò un’occasione privilegiata di formazione delle coscienze. Alla gente del popolo propose il Vangelo nella sua semplicità e autenticità, divenendo egli stesso testimone credibile e araldo della parola di Cristo con una vita povera, umile e, soprattutto, integralmente dedita al ministero.

L’impegno dell’evangelizzazione fu nella sua vita la sola vera passione, e per questo, come l’apostolo Paolo, egli si comportò in modo da essere amorevole in mezzo a voi come una madre che nutre con cura le proprie creature. Dimostrò anzi di essere disposto a dare ai Torresi non solo il Vangelo, ma la sua stessa vita, come a figli diventati a lui singolarmente cari (cf. 1 Ts 2, 7-8). Con tale animo egli vi annunziò il Vangelo di Dio, sforzandosi di essere catecheta in tutti i modi e in ogni circostanza.

Come ben sapete, egli usò il metodo della “sciabica”; catechizzava i fedeli dovunque si trovassero, visitandoli nelle case o accompagnandoli lungo le strade. Con intuizione che anticipava i tempi, il vostro patrono si preoccupò così del valore della Messa festiva e insegnò ai fedeli come si assiste ad essa, non da estranei o muti spettatori, ma comprendendo bene e partecipando consapevolmente all’azione sacra, grazie alla luce ricevuta nell’ascolto della parola di Dio (cf. Sacrosanctum Concilium, 47).

La voce dello Spirito, che guidò il santo parroco torrese nel suo ministero, è la stessa voce che oggi fa appello a questa Chiesa particolare per chiedere a tutti voi di prodigarvi per la nuova evangelizzazione, attendendo alla riforma delle coscienze nella luce della parola di Dio e concorrendo a rinnovare i costumi morali sia nella vita privata che in quella pubblica.

Lo Spirito vi invita ad attuare la carità, che si espande a partire dalla fede, ad aprire senza timore gli occhi su quei bisogni umani per i quali spesso mancano la comprensione e il soccorso della collettività. Vi invita a un impegno solidale per il bene dell’uomo, di ogni uomo e di tutto l’uomo, al fine di raggiungere la sperata promozione sociale, nel contesto di un autentico progresso umano. Lo Spirito richiede a voi una carità che sappia difendere coraggiosamente la vita, liberando ogni uomo dalla schiavitù della violenza e delle intimidazioni provenienti da poteri illegali. Lo Spirito vi invita a operare tutti in unità d’intenti con generosa dedizione, fidando nella forza della verità e della giustizia.

La comunità di Torre del Greco non lascerà cadere l’esempio e la memoria del suo umile e santo parroco di un tempo. Vi invito tutti a riprendere ancora oggi il suo programma pastorale, per inserirlo nelle moderne tensioni sociali con il suo stesso fervore e con la sua medesima passione.

Questo è il ricordo che voglio lasciare a voi, sacerdoti, religiosi e laici impegnati nella catechesi e nel servizio ecclesiale, mentre imparto a tutti la mia benedizione, con uno speciale pensiero per i giovani, le famiglie, i sofferenti”.

11 novembre 1990

Papa Giovanni Paolo II

Buon cammino con San Vincenzo Romano